domenica 10 agosto 2014

Non mi ero mai resa conto di quanto potesse essere strano rendersi conto che i sogni premonitori potessero poi realmente realizzarsi nel corso della giornata. Stanotte ho sognato di trovarmi seduta da sola sotto un albero a scrivere e di provare tanta, tantissima vergogna nel farlo, perchè spesso la gente in parse quando guarda qualcuno fare qualcosa da solo è portato a credere che sia pazzo. Forse quando sono qui ed osservo certe scene, lo credo anche io. Eppure quando giravo per le città da sola, camminavo, scoprivo, mi sentivo pervadere da quel senso di libertá. Allora ho deciso di riprovarci; di andarci davvero in un posticino che sentissi tutto mio, un posto dove il caldo cocente del sole non mi facesse perdere i sensi, per poter scrivere, per potermi liberare, per sentirmi libera più che altro. In fondo la gente i pregiudizi li ha comunque, solo o in compagnia che si faccia qualcosa. E siamo soli, io, la natura ed il mio inseparabile taccuino, a scrivere, rileggere, non correggere nulla, lasciare solo che il flusso di coscienza si liberi su quelle pagine, con quella scrittura un po'storpiata dalla fretta. In fondo io sono anche questo, una persona imperfetta, come tutti del resto, con le mie paure, le mie timidezze e la voglia di superarle. Si parte dal piccolo per riuscire a fare grandi cose nella propria vita.
Ho imparato negli ultimi giorni a controllare di più la carica emozionale che mi invade. Urla, urla ed urla. Quelle mi vengono meglio; è semplice scagliarsi su tutto e tutti quando si é pieni di rabbia. E se invece imparassi anche io a contare fino ad un milione, prendessi le mie cartacce e me ne andassi a riflettere un po'per conto mio? Ed ecco che per l'ennesima volta mi trovo a girovagare per le strade deserte a calmare il mio istinto, a fermarmi prima di dire o fare qualcosa di cui potrei amaramente pentirmene. Ed eccomi qui, sotto questo albero, a leggere le scritte sui muri, a ridere sulla carica sentimentale di alcune frasi scritte anni addietro. "Chissà se quell'A. Che parlava d'amore e dedicava quella lunghissima frase ad E. Nel 2004 è ancora insieme a lei", chissá. Tanti sono i dubbi che ti pervadono quando sei solo con te stesso a cercare di raggiungere una risposta soddisfacente. Ed alcune volte una risposta ai dubbi più grossi la si trova anche. Io non mi arrendo, ci provo, ci tento, oggi sono qui. Domani saró probabilmente ancora a scrivere riparata dall'ombra di qualche altro albero. Potrei non essere più nello stesso luogo come potrei ancora esserci. La vita va avanti, ti pone ogni giorno avanti ad una sfida diversa, ti presenta situazioni, persone, oggetti, che possono restare per sempre così come possono sparire nel giro di pochi secondi. Ed in quei casi, nemmeno lo scrivere tutto ció che si prova su brandelli di carta puó aiutarci a capire cosa possa davvero essere successo, cosa si possa aver fatto di tanto orribile da rendere tutto differente in una manciata di attimi. Il problema é che noi troppo spesso siamo fossilizzati a chiederci cosa potremmo aver combinato noi, per chiederci cosa invece sia andato storto dall'altra parte. Questo non vale solo nei rapporti con le persone "estranee", questo vale anche nei rapporti famigliari, nella vita in generale. Spesso per pensare a dubitare su noi stessi, ci priviamo di cercare un confronto e magari risolvere completamente qualsiasi problema. Dovrei iniziare anche io a farlo prima di permettermi di fare la morale a tutti gli altri. Contate di più, respirate di più, riflettete e poi parlate, e vedrete che la vita piano piano sarà più semplice da vivere.
Ho un brutto vizio: quello di ricordare la gente grazie al loro profumo. Sí, a volte sembro un segugio, tipo quando mi giro verso qualche amica e dico -ehi, lo senti?- e lei "ma cosa?"- il profumo di Andrea, forse é qui, andiamo a salutarlo. E spesso ci azzecco. Distinguo perfettamente tra tanti odori, quello delle cose che mi interessano. Ci sono momenti in cui penso ad una persona e la prima cosa che mi viene in mente é un qualche odore che lo contraddistingue. Quando penso alla mia migliore amica la prima cosa che mi viene in mente è il profumo del nocciolo della ciliegia. Non so come mai e non saprei descrivere nemmeno tanto bene quale sia la particolarità di questo odore. So solamente che quell'odore é suo, non potrebbe rappresentarla meglio. Qualche anno fa, durante il periodo degli amori adolescenziali, mi divertivo a separare in tanti frammenti i momenti in cui ero insieme alle persone che mi piacevano. Assegnavo un profumo diverso ad ogni situazione che li vedevano coinvolti. E quasi mi pareva davvero di sentirli quegli odori. C'era chi mi ricordava il profumo delle penne dall'inchiostro fruttato che utilizzavamo per le poesie sui diari, per le dediche; c'era anche chi mi ricordava qualcosa da mangiare. Ricordo che il ragazzo di cui ero perdutamente "innamorata" mi provocava quel tumulto, quel senso piacevole che si prova quando si assaggia una fetta di crostata alla marmellata dopo mesi che ci si priva di dolciumi. Una sensazione bellissima. Strana, ma pur sempre bella.
Ora invece riconoscerei qualsiasi fragranza a diversi metri di distanza. Cerco quel profumo diverso, quello che mi possa far venire in mente un qualcosa legato ad un simbolo, una pianta, un frutto che mi piaccia e che quindi si leghi con i miei gusti. É vero che anche ciò che ci trasmette una persona attraverso l'olfatto é importante. Fa parte dell'insieme. La rende unica.
Cambio look.. Il cambiamento radicale nel proprio abbigliamento é un indice di cambiamenti generali, nella propria vita, nel proprio modo di fare le cose. Quasi come una ricerca di perfezione, quella che nel modo in cui si era prima nn si era riusciti a raggiungere.. La speranza è sempre quella di una svolta generale, un nuovo modo di vedere le cose. Non più monocromatico, ma più ricercato, più attento au dettagli, più variopinto.

sabato 9 agosto 2014

- Si é creata una strana situazione nella mia mente.. Del tipo che non sono più disposta a fare/dare/sperare nulla per nessuno.. Non mi garba più.. Fare tanto per chi non merita ad un certo punto diventa assolutamente disgustoso... Non mi aspetto tanto, mi aspetto il giusto.. E arrivi al punto che nemmeno quello ha più valore. Non va bene, non va bene per niente. Se noi dobbiamo essere una scelta e non una forzatura, credo che allo stesso modo anche noi dovremmo avere la libertà di decidere e di scegliere. Troppo troppo lerciume attorno a noi.. Troppo.. Arriva sempre il momento in cui si decide di fare un po'di pulizie nella propria vita.
-      A volte provo vergogna ad essere un cittadino del mondo.. L'uomo è un essere dotato di ingegno, il che dovrebbe comunque permettergli ragionamenti sensati e volti a rendere quanto più vivibile l'ambiente che si trova ad occupare. Purtroppo spesso questo ingegno viene usato unicamente per scopi lontani da quelli che dovrebbero agevolare lo stile di vita della comunità. Le migliori menti restano quasi sempre nascoste, rintanate, per paura di offrire una idea, una svolta, e di vederla criticare e bocciare. Eppure non ci vorrebbe molto. Basti osservare, guardarsi intorno per capire che di una svolta c'è davvero bisogno, bisognerebbe solo avere il coraggio di prendere la situazione in mano.
 ..Che poi ti svegli, ti guardi intorno nel letto con gli occhi più chiusi che aperti e muovi braccia e gambe come una pazza per capire se c'é qualcuno affianco a te. Apri le braccia come a voler cercare un abbraccio.. E nulla, nessuno che ricambia quel gesto. Va bene, perfetto comunque, la giornata parte comunque bene, non si ferma nulla avanti ad un abbraccio mancato. Ma quando sono tanti i gesti che mancano.. La situazione va calando.. E poi iniziano a cambiare le situazioni, le circostanze. Alla fine io vado via, riparto, ricomincio, ma tu resti. E non puoi ricominciare quando hai giá deciso di radicarti in un modo di essere stupidamente errato.
-          Vorrei sentire un cambiamento.. Vorrei vederlo, vedere una svolta, un punto d'incontro, un punto di unione di tutto. Si finisce col guardare un punto del muro bianco, con lo sguardo assorto pensando a "sono io la ruota di scorta?". Cioé arrivi al punto in cui nulla ha più senso, nulla. Costruisci castelli di sabbia su castelli di sabbia e puntualmente arriva qualcuno che ci getta addosso un secchio d'acqua calda. Ti guardi indietro e cerchi termini di paragone nel corso degli anni, ma non trovi mai un riscontro. E ti spaventi di te stessa, di quello che eri e di quello che sei. Inizi a porti domande su domande, se hai sbagliato o se stai sbagliando. Purtroppo sai che é adesso che stai sbagliando, mica prima. Sbagli quando credi, speri, quando ti svegli con il sorriso. Sbagli. Sbagli sempre. E allora..... Forse è il caso di fare quel passo indietro, prendere coraggio e provarci..