domenica 10 agosto 2014

Ho un brutto vizio: quello di ricordare la gente grazie al loro profumo. Sí, a volte sembro un segugio, tipo quando mi giro verso qualche amica e dico -ehi, lo senti?- e lei "ma cosa?"- il profumo di Andrea, forse é qui, andiamo a salutarlo. E spesso ci azzecco. Distinguo perfettamente tra tanti odori, quello delle cose che mi interessano. Ci sono momenti in cui penso ad una persona e la prima cosa che mi viene in mente é un qualche odore che lo contraddistingue. Quando penso alla mia migliore amica la prima cosa che mi viene in mente è il profumo del nocciolo della ciliegia. Non so come mai e non saprei descrivere nemmeno tanto bene quale sia la particolarità di questo odore. So solamente che quell'odore é suo, non potrebbe rappresentarla meglio. Qualche anno fa, durante il periodo degli amori adolescenziali, mi divertivo a separare in tanti frammenti i momenti in cui ero insieme alle persone che mi piacevano. Assegnavo un profumo diverso ad ogni situazione che li vedevano coinvolti. E quasi mi pareva davvero di sentirli quegli odori. C'era chi mi ricordava il profumo delle penne dall'inchiostro fruttato che utilizzavamo per le poesie sui diari, per le dediche; c'era anche chi mi ricordava qualcosa da mangiare. Ricordo che il ragazzo di cui ero perdutamente "innamorata" mi provocava quel tumulto, quel senso piacevole che si prova quando si assaggia una fetta di crostata alla marmellata dopo mesi che ci si priva di dolciumi. Una sensazione bellissima. Strana, ma pur sempre bella.
Ora invece riconoscerei qualsiasi fragranza a diversi metri di distanza. Cerco quel profumo diverso, quello che mi possa far venire in mente un qualcosa legato ad un simbolo, una pianta, un frutto che mi piaccia e che quindi si leghi con i miei gusti. É vero che anche ciò che ci trasmette una persona attraverso l'olfatto é importante. Fa parte dell'insieme. La rende unica.

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