martedì 22 luglio 2014

Aveva deciso di rispolverare i ricordi d'infanzia, le foto più che altro, seduta su un piccolo sgabello polveroso al centro della stanza nel seminterrato della sua casa. Aveva deciso così, di getto, di prendere quella vecchia ventiquattrore di suo padre che aveva riempito di foto e brandelli di pagine di diario, e di provare ad immaginarsi piccola, a 8-9 anni. Scorrevano veloci le dita tra i fogli un po'sbiaditi, graffiandosi spesso la pelle con le carte, fino a trovare quella, lei, la foto. La foto di una bambina un po'grassoccia, con un sorriso un po'sdentato, le sopracciglia inarcate ed un ombra baffuta sopra le labbra. Era lei quella bambina, era davvero lei. Inizió a ridere di gusto pensando a quanto gli anni possano renderci diversi, non le somigliava più ora, non aveva niente di lei, anche se avrebbe voluto conservare almeno la spensieratezza di quella bambina tanto ingenua quanto sorridente.
Quante cotte, quante volte si era sfacciatamente avvicinata a qualche bambino durante l'ora della ricreazione per lasciargli un foglietto per "fidanzarsi", lasciandogli la possibilità di crociare un "sì" o un "no".
- Ma dove cavolo credevi di andare conciata così, bella bimba baffuta?- disse Vic sorridendo alla foto - ho il terrore ad avvicinarmi ad un uomo anche quando sono tutta in tiro e tu avevi la faccia tosta di cercare fidanzati in quel modo? Ah ah ah, ero davvero una cretina.
In fondo é vero, l'ingenuità dei bambini è davvero una cosa strana, non ci si accorge di nulla, non ci si sente mai fuori posto, o almeno non ad 8 anni, e poi si vive il resto della vita a cercare di essere perfetti per gli altri, mai per se stessi in realtà.
- Vorrei provare un giorno a vestirmi come andava di moda a quei tempi, vorrei vedere le reazioni della gente. O mi prenderanno per pazza, o inizieranno a seguire il mio nuovo stile. Ormai é tutto tendenza, non ci si sconvolge più di nulla. Povera ciambellina, se penso che qualche anno dopo sei cosi cambiata tanto da non ritrovare più nulla di te dopo venti anni, non saresti per niente orgogliosa di me.
Le era bastato quello, le era bastato quel brandello di ricordo per pensare a quanto la sua vita fosse molto più bella e ricca anni addietro. Ma gli anni passano Vic, passano anche per te. 



                       M. Giacovelli

lunedì 21 luglio 2014

Non ho più voglia di dividermi, non ho più voglia di non sentirmi parte integrante di un qualcosa, di un qualcuno. E' che sono giorni che tutto questo mi uccide, mi strazia, il non sapere come comportarmi, come muovermi, cosa dire. L'attesa, il silenzio, il dover osservare senza parlare, non fanno parte di me, non sono io quella che resta zitta e guarda. Io sono quella maledetta impulsiva che non perde occasione per dire ciò che pensa, per parlare anche con le lacrime agli occhi, con le parole spezzate dai singhiozzi. Non mi importa di essere una debole di fronte a te, non mi importa di esserlo di fronte a nessuno. Ma fa più male mettere una maschera di silenzi piuttosto che togliere quell'armatura di dolore e sentirmi libera. Libera di essere ciò che sono. Libera di non piacerti, di farmi odiare, libera di odiarti quando ne ho voglia.
Ma ora è così, sono ferma, avanti ad un incrocio, in attesa di scegliere tra la strada appena asfaltata ed il viottolo. Sarò autolesionista, ma sceglierò il viottolo, già lo so. Sarà difficile, sarà dura, inciamperò tante volte, sporcherò i vestiti cadendo in putride pozzanghere. Ma alla fine, prima o poi, mi accorgerò che quella scelta è stata la migliore. Sono le cose più difficili che poi danno più soddisfazioni.
E comunque l'importante è scegliere ugualmente, anche quando non si è scelti.


                                    M. Giacovelli
Mi manca.. Mi manca tutto, mi mancano tante cose, tante situazioni, tanti gesti. Mi manca la presenza costante, il fiato caldo nelle serate d'inverno, chiusi, sigillati in auto a parlare per ore. Mi mancano le piccole cose, quelle che per tutti gli altri sono insignificanti e che, per chi è attento ai dettagli, valgono più di ogni altra grossa sorpresa. Mi manca essere un pensiero fisso, un bisogno, una certezza. Mi manca la sicurezza che riuscivo a dare e che, indirettamente, riuscivo ad avere anche io.

Ci sono tante, tante di quelle cose che non mi mancano. Ma sono ancor di più quelle che mi completerebbero.


                               M. Giacovelli
Ho deciso di imparare a guardarti diritto negli occhi mentre ti parlo. Non voglio piu nascondere i miei imbarazzi e le mie paure dietro ad uno sguardo poggiato sull'asfalto ogni volta che mi poni qualche domanda dalla difficile risposta per me.

Voglio provare a mettere a nudo le emozioni con te, le paure, le parole, che a volte sono così tanto pesanti.


                                 M. Giacovelli
Ma puó esser davvero cambiato così tanto tutto questo? Posso non ritrovarmi più, non riconoscermi.. Posso aver scoperto qualcosa di me che mi piace così tanto da avermi restituito la tanta desiderata serenità e, forse, anche la tanto cercata felicitá. É vero allora che il primo passo verso la felicità é quello che facciamo verso noi stessi. Ed io ho trovato la strada, incredibile.



                        M. Giacovelli
... Aveva deciso ormai, nulla l'avrebbe fermata stavolta, nè i disagi economici del suo lavoro precario, nè il rischio che avrebbe corso scegliendo di seguire finalmente le sue aspirazioni lavorative e sentimentali. Sarebbe rimasta lì, dove si era radicata negli ultimi tre anni. Dove aveva avuto più disavventure che avventure positive, nel posto che ormai si era inumidito dalle tante lacrime che versava quotidianamente. Ora erano solo lei e quella maledetta città. Lei ed i pregiudizi. Ma questa volta avrebbe vinto lei, le esperienze l'avevano resa forte, impassibile. Sarebbe stata capace a fare qualsiasi cosa per riuscire nel suo intento. Si era spianata la strada tra tanta sofferenza. Perchè avrebbe dovuto prendere quel volo il giorno seguente? Quali prospettive certe avrebbe avuto? Chi le assicurava che ricominciare tutto da capo, per l'ennesima volta, avrebbe portato la sua vita verso un'altra prospettiva. Sarebbe andato di nuovo tutto a rotoli, sarebbe caduta e non avrebbe avuto più la forza di rialzarsi, forza che invece aveva lí. Basta lotte, basta continui fare e disfare le valigie. Basta tutto. La sua vita adesso, ripartiva da lì.


                                   M. Giacovelli
Oggi non ho fatto altro che lamentarmi con me stessa, senza un apparente motivo, giusto per spegnere il sorriso che avevo ricominciato ad avere, giusto per incutere in me stessa un senso di timore e di ansia, un senso di oppressione.
Mi ritrovo ancora adesso a scrivere per provare a darmi delle risposte, a domande che continuano ad annebbiarmi la mente. Non so se sono davvero pronta a darmi tutte le risposte che credo di volere. Forse voglio ancora chiudere gli occhi e guardare avanti, scavalcare pareti insormontabili, forse voglio credere in qualcosa che mi fa stare bene. Ma perchè questa illusione alla fine fa comunque così tanto male?
E allora preferisci lasciare che le lacrime ti righino il viso, ti sporchino di trucco, ti facciano asciugare gli occhi con le mani, sporcare anche quelle, far colare tutto sui vestiti. In fondo, è semplice pulire tutto ciò che è in superficie. E' pulire ciò che si ha dentro che a volte è tanto difficile. Quando è il buio a dominare.. diventa quasi impossibile trovare la forza di graffiare quel fiammifero ed accendere quella piccola luce che potrebbe far cambiare tutto.


                       M. Giacovelli