Non ho più voglia di dividermi, non ho più voglia di non
sentirmi parte integrante di un qualcosa, di un qualcuno. E' che sono giorni
che tutto questo mi uccide, mi strazia, il non sapere come comportarmi, come
muovermi, cosa dire. L'attesa, il silenzio, il dover osservare senza parlare,
non fanno parte di me, non sono io quella che resta zitta e guarda. Io sono
quella maledetta impulsiva che non perde occasione per dire ciò che pensa, per
parlare anche con le lacrime agli occhi, con le parole spezzate dai singhiozzi.
Non mi importa di essere una debole di fronte a te, non mi importa di esserlo
di fronte a nessuno. Ma fa più male mettere una maschera di silenzi piuttosto
che togliere quell'armatura di dolore e sentirmi libera. Libera di essere ciò
che sono. Libera di non piacerti, di farmi odiare, libera di odiarti quando ne
ho voglia.
Ma ora è così, sono ferma, avanti ad un incrocio, in attesa
di scegliere tra la strada appena asfaltata ed il viottolo. Sarò
autolesionista, ma sceglierò il viottolo, già lo so. Sarà difficile, sarà dura,
inciamperò tante volte, sporcherò i vestiti cadendo in putride pozzanghere. Ma
alla fine, prima o poi, mi accorgerò che quella scelta è stata la migliore.
Sono le cose più difficili che poi danno più soddisfazioni.
E comunque l'importante è scegliere ugualmente, anche quando
non si è scelti.
M. Giacovelli
Nessun commento:
Posta un commento