- Allora, la situazione è questa. Lei vive una
vita che non le appartiene e vive in un corpo che ormai non apprezza. Troppe
sono le cicatrici, troppe le ferite che le sono state inflitte. Troppo sangue
si é sparso. Troppa paura ha avuto, ce l'ha ancora, non si placa. É difficile
provare a superare qualcosa che la terrorizza così tanto. Eppure é una vita che
vive nel limbo di una scelta cosí importante, così radicale. Vive sempre
sull'orlo delle situazioni, vivendo così, un po'nascosta, un po'in ombra. Per
non destare sospetti, per non attirare gli sguardi su di lei. Ma lei è sempre
stata nella realtá una di quelle persone che pur di attirare l'attenzione
sarebbe stata disposta a provocare qualsiasi cosa. Ora è stanca. Respira a
stento. Non fa altro che poggiare la mano sul petto e sentire quel ticchettio
così forte, ritmato, fastidioso, del suo cuore che non smette di battere
all'impazzata. Ha l'affanno, gli occhi stretti, le labbra serrate. Vorrebbe
dire tante di quelle cose, ma si reprime da una vita. Troppi consigli di
persone che le hanno sempre detto di contare fino a mille, ma sono trent'anni
che conta, sarà arrivata a cifre impronunciabili. Sono alcuni giorni che sta
imparando a controllare il suo respiro, poggia di meno la mano perché ha
imparato a sentire il cuore ed ascoltare i battiti diminuiti di intensità.
Sa che è costretta dalle circostanze a
vivere in quella gabbia, sa che non esiste chiave che possa aprire quella cella
così piccola, sa che non esistono finestre che possano far entrare un piccolo
spiraglio di luce. Ebbene sí, lei, proprio lei, ha imparato a gestire le
situazioni. Ha imparato ad accontentarsi di respirare solo in quei brevi
istanti in cui c'é il ricambio d'aria. Ha imparato a tenere le mani in tasca
quando cammina, per non stringere i pugni e far penetrare le sue unghie rosso
laccato nella carne vedendole confondersi con il rosso caldo del sangue che le
cola su per le dita ogni volta che ripensa a tutto. Per non sentire più il
dolore fisico assieme a quello intimo, interno, che giá prova ogni
maledettissimo giorno. Sa che tutto intorno a lei è cambiato e non puô
intervenire, non puó farci nulla. É impotente. Non puó cambiare ció che ha
attorno, ma puó cominciare col cambiare lei. Puó dare una svolta alla sua vita,
almeno quello. Lei deve, lei puó, lottare contro la paura che la distrugge, che
la rende impotente. Lei.. Deve ricominciare a vivere.
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