sabato 9 agosto 2014

  Non è che mi senta sotto certi versi "sfidata" dalla situazione; non è che io temi questa ipotetica sfida; non è che io non abbia la forza o il coraggio di sentirmi tanto determinata da affrontare il delirio che si materializza intorno a me. È che so come va a finire; se in quel giro di vite ci inserisco anche la mia, so che sarei l'ultima ad uscirne. Perché le sfide mi piacciono, e mi piace il senso di onnipotenza, di supremazia, di controllo, che solo la vittoria riesce a darmi. E sminuirei tutto, sminuirei anche te, riducendoti ad un mero gioco di colpi bassi a chi più riesce a tirare la corda senza spezzarla. Vorrei invece provare ad avvicinarmi, munita di spago, nastro adesivo e qualsiasi cosa possa servire a riunire i fili di quella corda che piano piano sta cedendo. E dovresti aiutarmi anche tu, dovresti essere il primo a voler mettere le mani su quei centimetri consumati, a stringerli, a cercare di tenerli uniti, piú di me. Invece il lavoro sporco tocca sempre a me, cosí da poter dire, nel momento in cui le forze mi verranno a mancare e sarò costretta a lasciare anche io quella corda così logora, "é stata solo ed esclusivamente colpa tua".

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