Non è che mi senta sotto certi versi
"sfidata" dalla situazione; non è che io temi questa ipotetica sfida;
non è che io non abbia la forza o il coraggio di sentirmi tanto determinata da
affrontare il delirio che si materializza intorno a me. È che so come va a
finire; se in quel giro di vite ci inserisco anche la mia, so che sarei l'ultima
ad uscirne. Perché le sfide mi piacciono, e mi piace il senso di onnipotenza,
di supremazia, di controllo, che solo la vittoria riesce a darmi. E sminuirei
tutto, sminuirei anche te, riducendoti ad un mero gioco di colpi bassi a chi
più riesce a tirare la corda senza spezzarla. Vorrei invece provare ad
avvicinarmi, munita di spago, nastro adesivo e qualsiasi cosa possa servire a
riunire i fili di quella corda che piano piano sta cedendo. E dovresti aiutarmi
anche tu, dovresti essere il primo a voler mettere le mani su quei centimetri
consumati, a stringerli, a cercare di tenerli uniti, piú di me. Invece il
lavoro sporco tocca sempre a me, cosí da poter dire, nel momento in cui le forze
mi verranno a mancare e sarò costretta a lasciare anche io quella corda così
logora, "é stata solo ed esclusivamente colpa tua".
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