sabato 9 agosto 2014

  Fu così che Lucy decise di passare la sua serata. A rileggere le decine di migliaia di mail che aveva scambiato con lui negli ultimi otto mesi. Otto mesi, non un giorno o due. Mesi pieni, ricchi di parole, discorsi, discussioni, battibecchi e momenti felici. Non aveva mai trascorso mesi più impegnativi di quelli. A reggere una storia, seppur fondata su basi tanto fragili e delicate, così ricca di particolari e di sentimenti nati dal nulla. All'inizio non credeva potesse davvero scattarle qualcosa dentro, ma non aveva minimamente calcolato che quel qualcosa potesse avere dimensioni di quell'entità. Si chiedeva spesso come facessero a portare avanti le proprie relazioni le sue amiche fidanzate da anni con uomini così lontani, che vedevano così poco e che quasi erano arrivati al punto di essere più espansivi dietro ad uno schermo piuttosto che nei momenti in cui erano insieme. Si guardava intorno spesso, e la stragrande maggioranza di loro era davvero felice e serena nonostante tutte le difficoltà che quotidianamente si ritrovavano ad affrontare. Lei non ce la faceva più, non ne era più capace. Mentiva, gli mentiva spudoratamente. Quante rinunce per poter essere il più possibile presente con lui, quanto ci stava mettendo tutta se stessa per non far crollare tutto. Quante occasioni sprecate, spudorati rifiuti in tutti quei mesi. Si sentiva maledettamente maledetta, stregata, oppressa dai suoi stessi sentimenti. Non faceva altro che chiedersi se la scelta fosse stata quella giusta, se lei meritasse davvero questa sofferenza. La gioia di amare e la rabbia di non poterlo avere. Troppa strada avrebbe dovuto percorrere, troppe miglia marittime impedivano la loro quotidianità. Lui sembrava reggere ancora, era determinato a non mollare. Ma lei, era lì, come le altre sere, in casa, a guardarsi le mani, a vederle tremare, ad accumulare rabbia, e farla esplodere in un pianto liberatorio ad ogni click del telefono. Lui le scriveva, lei non voleva rispondergli, non doveva, doveva solo dimenticarlo e riuscire ad andare avanti. Era troppo dura per lei la situazione, ma il coraggio di dirlo a lui, beh quello non esisteva. Come avrebbe potuto dirgli che non era più il caso di andare avanti sapendo che poi l'avrebbe perso per sempre? Lucy era tra due fuochi, che ormai si erano incrociati fino a bruciarle tutto dentro. Era stanca, era morta dentro, e forse anche un po'fuori. E forse, era meglio così.


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