Aveva deciso di rispolverare i ricordi d'infanzia, le foto più che altro, seduta su un piccolo sgabello polveroso al centro della stanza nel seminterrato della sua casa. Aveva deciso così, di getto, di prendere quella vecchia ventiquattrore di suo padre che aveva riempito di foto e brandelli di pagine di diario, e di provare ad immaginarsi piccola, a 8-9 anni. Scorrevano veloci le dita tra i fogli un po'sbiaditi, graffiandosi spesso la pelle con le carte, fino a trovare quella, lei, la foto. La foto di una bambina un po'grassoccia, con un sorriso un po'sdentato, le sopracciglia inarcate ed un ombra baffuta sopra le labbra. Era lei quella bambina, era davvero lei. Inizió a ridere di gusto pensando a quanto gli anni possano renderci diversi, non le somigliava più ora, non aveva niente di lei, anche se avrebbe voluto conservare almeno la spensieratezza di quella bambina tanto ingenua quanto sorridente.
Quante cotte, quante volte si era sfacciatamente avvicinata a qualche bambino durante l'ora della ricreazione per lasciargli un foglietto per "fidanzarsi", lasciandogli la possibilità di crociare un "sì" o un "no".
- Ma dove cavolo credevi di andare conciata così, bella bimba baffuta?- disse Vic sorridendo alla foto - ho il terrore ad avvicinarmi ad un uomo anche quando sono tutta in tiro e tu avevi la faccia tosta di cercare fidanzati in quel modo? Ah ah ah, ero davvero una cretina.
In fondo é vero, l'ingenuità dei bambini è davvero una cosa strana, non ci si accorge di nulla, non ci si sente mai fuori posto, o almeno non ad 8 anni, e poi si vive il resto della vita a cercare di essere perfetti per gli altri, mai per se stessi in realtà.
- Vorrei provare un giorno a vestirmi come andava di moda a quei tempi, vorrei vedere le reazioni della gente. O mi prenderanno per pazza, o inizieranno a seguire il mio nuovo stile. Ormai é tutto tendenza, non ci si sconvolge più di nulla. Povera ciambellina, se penso che qualche anno dopo sei cosi cambiata tanto da non ritrovare più nulla di te dopo venti anni, non saresti per niente orgogliosa di me.
Le era bastato quello, le era bastato quel brandello di ricordo per pensare a quanto la sua vita fosse molto più bella e ricca anni addietro. Ma gli anni passano Vic, passano anche per te.
M. Giacovelli
martedì 22 luglio 2014
lunedì 21 luglio 2014
Non ho più voglia di dividermi, non ho più voglia di non
sentirmi parte integrante di un qualcosa, di un qualcuno. E' che sono giorni
che tutto questo mi uccide, mi strazia, il non sapere come comportarmi, come
muovermi, cosa dire. L'attesa, il silenzio, il dover osservare senza parlare,
non fanno parte di me, non sono io quella che resta zitta e guarda. Io sono
quella maledetta impulsiva che non perde occasione per dire ciò che pensa, per
parlare anche con le lacrime agli occhi, con le parole spezzate dai singhiozzi.
Non mi importa di essere una debole di fronte a te, non mi importa di esserlo
di fronte a nessuno. Ma fa più male mettere una maschera di silenzi piuttosto
che togliere quell'armatura di dolore e sentirmi libera. Libera di essere ciò
che sono. Libera di non piacerti, di farmi odiare, libera di odiarti quando ne
ho voglia.
Ma ora è così, sono ferma, avanti ad un incrocio, in attesa
di scegliere tra la strada appena asfaltata ed il viottolo. Sarò
autolesionista, ma sceglierò il viottolo, già lo so. Sarà difficile, sarà dura,
inciamperò tante volte, sporcherò i vestiti cadendo in putride pozzanghere. Ma
alla fine, prima o poi, mi accorgerò che quella scelta è stata la migliore.
Sono le cose più difficili che poi danno più soddisfazioni.
E comunque l'importante è scegliere ugualmente, anche quando
non si è scelti.
M. Giacovelli
Mi manca.. Mi manca tutto, mi mancano tante cose, tante
situazioni, tanti gesti. Mi manca la presenza costante, il fiato caldo nelle
serate d'inverno, chiusi, sigillati in auto a parlare per ore. Mi mancano le
piccole cose, quelle che per tutti gli altri sono insignificanti e che, per chi
è attento ai dettagli, valgono più di ogni altra grossa sorpresa. Mi manca
essere un pensiero fisso, un bisogno, una certezza. Mi manca la sicurezza che
riuscivo a dare e che, indirettamente, riuscivo ad avere anche io.
Ci sono tante, tante di quelle cose che non mi mancano. Ma
sono ancor di più quelle che mi completerebbero.
M. Giacovelli
Ho deciso di imparare a guardarti diritto negli occhi mentre
ti parlo. Non voglio piu nascondere i miei imbarazzi e le mie paure dietro ad
uno sguardo poggiato sull'asfalto ogni volta che mi poni qualche domanda dalla
difficile risposta per me.
Voglio provare a mettere a nudo le emozioni con te, le
paure, le parole, che a volte sono così tanto pesanti.
M. Giacovelli
Ma puó esser davvero cambiato così tanto tutto questo? Posso
non ritrovarmi più, non riconoscermi.. Posso aver scoperto qualcosa di me che
mi piace così tanto da avermi restituito la tanta desiderata serenità e, forse, anche la tanto cercata
felicitá. É vero allora che il primo passo verso la felicità é quello che
facciamo verso noi stessi. Ed io ho trovato la strada, incredibile.
M. Giacovelli
... Aveva deciso ormai, nulla l'avrebbe fermata stavolta, nè
i disagi economici del suo lavoro precario, nè il rischio che avrebbe corso
scegliendo di seguire finalmente le sue aspirazioni lavorative e sentimentali.
Sarebbe rimasta lì, dove si era radicata negli ultimi tre anni. Dove aveva
avuto più disavventure che avventure positive, nel posto che ormai si era
inumidito dalle tante lacrime che versava quotidianamente. Ora erano solo lei e
quella maledetta città. Lei ed i pregiudizi. Ma questa volta avrebbe vinto lei,
le esperienze l'avevano resa forte, impassibile. Sarebbe stata capace a fare
qualsiasi cosa per riuscire nel suo intento. Si era spianata la strada tra
tanta sofferenza. Perchè avrebbe dovuto prendere quel volo il giorno seguente?
Quali prospettive certe avrebbe avuto? Chi le assicurava che ricominciare tutto
da capo, per l'ennesima volta, avrebbe portato la sua vita verso un'altra prospettiva.
Sarebbe andato di nuovo tutto a rotoli, sarebbe caduta e non avrebbe avuto più
la forza di rialzarsi, forza che invece aveva lí. Basta lotte, basta continui
fare e disfare le valigie. Basta tutto. La sua vita adesso, ripartiva da lì.
M. Giacovelli
Oggi non ho fatto altro che lamentarmi con me stessa, senza
un apparente motivo, giusto per spegnere il sorriso che avevo ricominciato ad
avere, giusto per incutere in me stessa un senso di timore e di ansia, un senso
di oppressione.
Mi ritrovo ancora adesso a scrivere per provare a darmi
delle risposte, a domande che continuano ad annebbiarmi la mente. Non so se
sono davvero pronta a darmi tutte le risposte che credo di volere. Forse voglio
ancora chiudere gli occhi e guardare avanti, scavalcare pareti insormontabili,
forse voglio credere in qualcosa che mi fa stare bene. Ma perchè questa
illusione alla fine fa comunque così tanto male?
E allora preferisci lasciare che le lacrime ti righino il
viso, ti sporchino di trucco, ti facciano asciugare gli occhi con le mani,
sporcare anche quelle, far colare tutto sui vestiti. In fondo, è semplice
pulire tutto ciò che è in superficie. E' pulire ciò che si ha dentro che a
volte è tanto difficile. Quando è il buio a dominare.. diventa quasi
impossibile trovare la forza di graffiare quel fiammifero ed accendere quella
piccola luce che potrebbe far cambiare tutto.
M. Giacovelli
Questa è una di quelle giornata in cui la scrittura diventa
una sorta di ossessione. Il momento in cui ti ritrovi seduta sul divano, dopo
aver trascorso una giornata in casa così, guardando le pareti, la staticità dei
mobili, senza un reale motivo. E' uno di quei momenti in cui, prendendo un
foglio in mano, ti si riempiono gli occhi di lacrime, e non sai perchè. Non
capisci cosa possa provocare quella morsa al cuore così stretta e così dura,
rigida, tanto da soffocarti, istante dopo istante. E vedi macchie di mascara
nero sporcare quel foglio, l'unica arma, l'unico sostegno in questi momenti
così bui. E capisci che anche questo fa parte di te, che anche questa è una
delle tante sfumature del tuo carattere che non conosci. E allora inizi a
piangere per un motivo reale, perchè in fondo non ti conosci affatto, e manca
sempre qualche pezzo al puzzle della tua vita. Pretendi di conoscere la gente
che ti circonda, di poterla giudicare a volte, di poterti permettere di fidarti
o non fidarti in base ai pregiudizi della mente e del cuore. Perchè a volte si
è così tanto stolti da non conoscersi a fondo, da non impegnarsi a farlo.
M. Giacovelli
Credevo di essere qualcuno. Mi guardo allo specchio. Ma… Non
mi riconosco... E ho tanta paura che la me esteriore spazzi via quella
interiore. Perchè è troppo fragile per esporsi. E deve restare lì dove è
adesso. La corazza sarà il mio mantello. E non chiuderò gli occhi neanche per concedermi
un dolce sonno. La vita è una battaglia che io sono pronta a combattere.
M. Giacovelli
E’ bello ascoltare una canzone e pensare che anche solo una
parola può risvegliare un intero ricordo. Una intera frase. Una sola nota può
riportarti in quel momento, in quel giorno, in quello sguardo. Ma forse non ti
sembra più vero. Ti sembra così strano. Ma talvolta ti sembra più bello. E più
buono. Il sapore del ricordo.
M. Giacovelli
E quando ti rendi conto che tutte le tue certezze forse sono
sempre state incertezze... Inizi ad avere paura… E credi che ti crollerà il
mondo addosso... Ma non puoi, non devi permettere che questo succeda... Cerchi
di rialzarti, tamponi la ferita, che forse ancora per un po’ continuerà a
sanguinare, ma forse riuscirai a tamponarla bene e smetterà presto… E quando
brucerà forte, quando il battito del cuore aumenterà così tanto da togliere il
respiro... Devi ripetere dentro di te che è un momento, che passerà, che quelle
lacrime che scendono da sole rigando il viso se ci sono oggi, domani non ci
saranno… E te ne fai una ragione… In fondo si sa, la vita è un campo di
battaglia... Se oggi hai perso, ti prepari a vincere un altro giorno.
M. Giacovelli
I piccoli intoppi ci sono sempre nella vita. Ma se i risvolti
sono davvero così positivi, ben vengano. Sono soddisfatta di me in qualsiasi
modo. La cosa più importante è avere la sicurezza e la consapevolezza che ti
permette ogni giorno di andar avanti al meglio, di farti alzare ogni giorno con
i capelli un po' scompigliati ma con una marcia in più.
M. Giacovelli
… Alzi gli occhi al cielo.. E scopri un mondo che ti
sovrasta.. E scopri che ancora c'è tanto che non hai visto.. E capisci che
forse fino ad ora ne hai visto una parte troppo piccola di questo.. E che una
porzione non ti basta.. Tu vuoi tutto.. Tu vuoi correre assieme ai lupi, vuoi
camminare la notte tra i boschi, vuoi sconfinare orizzonti, vuoi rompere gli
schemi... Vuoi uscire dalla monotonia.. E nel riflesso dei tuoi occhi, via via
una luce tenue diventa più forte, fino ad accecarti.. E capisci, che è proprio
lì, in quella luce, che vuoi stare, perchè vuoi brillare, e vuoi brillare più
forte degli altri... Bisogna lottare.. Ma alla fine qualcosa si ottiene, forse.
M. Giacovelli
Preparando il miglior sorriso, il migliore sguardo, il
miglior abito. E andando avanti sempre a testa alta, sapendo che tutto ciò che
fai e che hai fatto ti ha portato a qualcosa. Ti avvicina ogni giorno di più al
tuo obiettivo. Che non é più il sogno di una vita, ma la certezza di ogni
giorno... Sono felice.
M. Giacovelli
E tra poche ore sarò lì seduta con le occhiaia. I capelli a
pazza. La tuta al contrario e sommersa da fogli. E m sentirò soffocare, sentirò
il cuore battere a mille. E’ ogni volta come la prima. Ed ormai. Quasi mi piace
questa sofferenza. Credo di aver imparato ad amare queste giornate. E che mi
stia iniziando a venir un po'di malinconia.
M. Giacovelli
Stamattina é tornata in mente una vecchia situazione. Mi ha
dato davvero una strana sensazione pensarci e rendermi conto di quanto, quanto
tempo sia passato. Incredibile sul serio come il tempo possa volare portando
via con se le immagini nitide di giorni bellissimi. Ma forse anche in quei
giorni di tanti anni fa sapevo che ci voleva di più. Che anche io sono più di
ciò che credo. E fingevo a me stessa di essere arrivata ad un punto morto. La
vita é adesso, ora lo so.
M. Giacovelli
Ricordi del passato che tornano a galla, perchè sono così
nitidi, e perchè ti segnano la vita a tal punto da cambiarti, e spesso, distruggerti.
Non è possibile vivere accerchiata dai fantasmi del passato, non è possibile
sapere che non si supereranno mai, non è possibile non aver più lacrime da
versare, eppure sentire sempre quel peso sullo stomaco, come si può non
parlarne con nessuno per anni e poi iniziare a renderlo pubblico così, come se
si parlasse di una caramella persa sul ciglio di una strada.
M. Giacovelli
..É che se a volte ci fai caso, ti rendi conto che tutto ciò
che potrebbe farti stare bene è racchiuso in un solo individuo. Provi a non
pensarci, a dire dentro di te una volta, due, tre, mille "no, non é
possibile, non può essere quella, non voglio accettarlo", e tenti
veramente a far finta di niente, sorvolare, rifiutare tutto. Ne parli con
qualcuno, fingendoti disinteressata, ed invece ti rendi conto che prende fuoco
qualsiasi parte del corpo, dalla punta dei piedi fino alle radici dei capelli.
Continui a non pensare, a non volerci pensare, a guardare diritto, senza
girarsi mai nè guardarsi intorno. E il mondo, e tutto ció che mi circonda,
inizia a cambiare colore, é come se tante luci illuminassero tutta la strada
che percorro. Che cosa strana..
M. Giacovelli
“… Nel cuore della notte mi vibra il telefono, ho ricevuto
una mail (era delle 16 ma l ho ricevuta solo ora, un caso?).. Strepitoso, un
colloquio di lavoro, il colloquio, per un lavoro che non mi piace in un posto
che non mi piace, ma che comunque potrebbe avvicinarsi al mio campo di studi.
Bene, io saró fuori più o meno 5 giorni, mi chiedo subito "chissá quale
giorno sará riportato nell'allegato" ed ecco, naturalmente il colloquio
dovrebbe essere mentre io mi trovo chissà dove.. Io ormai al destino ci credo,
questo é un altro segnale che mi dice che le cose che stavo facendo prima erano
sbagliate, volevano dirigermi nel posto sbagliato.. Ho forzato una volta le
cose ed è andata a rotoli tutta la carriera. Stavolta proseguo diritto per la
mia strada, perchè é quella che ho scelto ora la più giusta.. Magari anziché
dovermi accontentare, potró pretendere ancora di più da me e dalle mie
aspettative di vita..”
M. Giacovelli
Oggi camminando ho visto una scena davvero strana.. Una di
quelle cose che all'inizio ti toccano, ma non ci fai tanto caso, ma poi,
tornata a casa e ripensandoci... Ti rendi conto che esistono davvero quelle
scene da film, che il colpo di fulmine esiste, e che, forse, sono io ad aver
sempre rifiutato l'esistenza del destino per quanto riguarda queste cose.
Camminavo per strada, come sempre chiacchierando e
scherzando con le mie amiche, quelle di sempre, con i quali condivido i momenti
belli, brutti, le infatuazioni, i litigi, i giudizi, i pareri, insomma, le
uniche che conoscono anche i miei segreti più dolorosi, che celo sempre così
abilmente dietro quel sorriso a volte un po' forzato che ho ogni giorno.
Stavamo giusto parlando della nostra giornata un po' strana, fatta di pensieri,
di ricordi, anche perchè noi ai ricordi proviamo sempre a non darci peso,
privilegiando lo sguardo al futuro. Ho visto lui, fermo all'angolo della
strada, con lo sguardo basso, cupo, come se stesse reggendo sulle sue spalle tutto
il peso dei problemi del mondo. Aveva attirato così tanto la mia attenzione che
ho rallentato il mio passo svelto, lasciando le mie amiche continuare a
camminare verso la gelateria. Aveva gli occhi pieni di lacrime che gli rigavano
il viso, e i suoi occhi verdi quasi brillavano. Poi, lei. Mi è passata vicino
sfiorandomi e quasi stordendomi dal profumo. Era una ragazza insignificante,
vestita in maniera davvero tanto semplice, una di quelle che non guarderesti
mai e non ammireresti mai, almeno per quanto riguarda l'aspetto fisico. Eppure,
con quel passo sinuoso, passi che somigliavano più ad un ticchettìo di
orologio, scandito e sicuro, si muove, accelerando il passo e va proprio verso
quell'angolo. La scena aveva davvero dell'assurdo. Sono riuscita a vedere quasi
il cuore di lui aprirsi e rifiorire, e le sue lacrime asciugarsi ed assorbirsi
nella sua pelle, rendendolo più bello, rendendo i suoi occhi più verdi, il suo
colorito più roseo. Lei non si gira nemmeno a guardarlo, ma lui, era cambiato,
l'aveva guardata ed era come se tutto ciò che lo circondava avesse cambiato
colore, quella strada, quel vicolo, quell'angolo così buio stava riempendosi di
colore istante dopo istante. Credo che sia quello il colpo di fulmine, quando,
dal nulla, in un momento strano e buio della nostra vita, alziamo gli occhi e,
vedendo qualcuno, anche se sconosciuto, questo riesce a farci stare bene ed a
cambiare in meglio la nostra giornata. Anche io vorrei vedere il cuore di
qualcuno aprirsi a me ed accogliermi..
Credo di aver avuto un maledettissimo colpo di fulmine...Ed
ho capito una cosa: piuttosto il colpo lo do in testa a me, ma il cuore non si
ascolta, sia se si tratta di un paio di meravigliose scarpe viste in vetrina a
20€ e che, nonostante sappiamo che quel tacco 15 non avremo mai modo di usarlo
ma le vogliamo lo stesso perchè "uuuuh costano troppo poco per lasciarle
lí", sia se si tratta di una persona che in qualche modo cattura la nostra
attenzione, ci fa battere il cuore.. Ficcatevelo bene in testa, tutte, nessuno
potrà mai volerci bene quanto ce ne vogliamo noi.. Ed, anzi, a volte sappiamo
volercene veramente troppo poco.
M. Giacovelli
Devo essere sincera con me stessa. A volte dubito seriamente
quando penso alla mia età, è più probabile che tutto, nonostante lo scorrere
imperterrito degli anni, si sia fermato a quando avevo 15 anni. Tipo dieci anni
fa. Non ho ancora imparato che se la gente si mostra amica, non vuol dire che
lo sia veramente, mentre io, maledettamente, mi ostino ad affezionarmi a tutti
e tutte, senza magari pensare al fatto che spesso fare confidenze a certe
persone è come sbandierarlo ai quattro venti… Eh vabbè, questo punto nella sua
anormalità potrebbe ancora essere normale.. Ma, soprattutto, come cavolo faccio
ogni benedetta volta che mi ripeto come una specie di mantra "voglio
vivere una vita piú easy", e, ripeto, non so davvero come io possa fare, a
complicare cosí tanto le cose da andare in iper-ventilazione solo a pensarci..
Cioé, davvero, se potessi uscire dal mio corpo ed osservare me stessa in alcuni
periodi e momenti credo che l unica cosa che farei sarebbe avvicinarmi alla me
reale per prenderla a pugni, schiaffi e morsi. Seriamente. Amo scrivere a quest’ora
perché fa uscire queste sagge perle di saggezza, almeno per me, che sono l’unica
a capirne il senso.
M. Giacovelli
A me piace chi, per corteggiarmi, mi porge un fiore, non per
forza uno costoso, non per forza in una bellissima confezione, anche solo una
margherita colta dal campo vicino casa mia, dicendomi: "Sai, l ho vista,
ho pensato a te e l ho colta". Sono i piccoli gesti che rendono alcune
storie grandi e meravigliose. Diffidate da chi per conquistarti si presenta la
prima sera o quasi con un profumo o simili, con quei regali costosi giusto per
dire "io posso, e posso avere anche te con qualche banconota in più".
Non svendetevi per un regalo, né, tanto meno, per un uomo. Neanche l'amore della
vostra vita meriterebbe un sacrificio del genere. Piuttosto a quel punto mi
accontento dell'uomo che il fiore lo vede, magari ci pensa pure a coglierlo per
regalarlo, ma ha troppa fretta di vederti per fermarsi a prenderlo. Meglio un
po'scontati e distratti piuttosto che frivoli e calcolatori.
M. Giacovelli
Tutto ciò che diciamo, facciamo, combiniamo, le uscite, le
chiamate, i messaggi, le nottate, sono tutte cose che ci uniscono, stanno
passando gli anni e nonostante le distanze, i litigi, i momenti in cui ci
perdiamo, i momenti in cui siamo più uniti, le confidenze e tutto ciò che ci ha
reso "gruppo", non fanno altro che farmi capire ogni giorno di più
quanto sono fortunata ad avervi conosciuti, ad avervi accanto, a tutto ciò che
ci accomuna.. E sono davvero, davvero contenta di tutto, sono alcune delle cose
che non cambierei mai nella mia vita, l'avervi incrociati nel percorso della
mia vita
Il problema è che la gente seria non esiste piú.. Si
spaventano se conoscono gente seria, si terrorizzano se vedono che ci si
affeziona, insomma, quanto meno impegnativa è la situazione, più tranquilli
sono.
La gente ha paura dei sentimenti, ha paura dell'affetto,
della sincerità.. Non vogliono più stare sereni.. Ed é davvero e schifosamente
assurdo questo.
M. Giacovelli
Ricordi, pensieri e ricordi
ma perché quando chiudiamo gli occhi si finisce sempre con il pensare al
passato-presente-futuro? Non sarebbe più bello chiudere gli occhi, pensare a
nulla, pensare ad una canzone, una melodia, che ci fa stare bene? Perché spesso
i ricordi più nitidi sono quelli che ci fanno più male? A volte la sensazione è
simile a quella che si prova quando camminando si urta contro uno spigolo. Quel
dolore sottile ma fitto allo stesso tempo, un dolore persistente, a volte dura
un attimo, a volte dura davvero per qualche ora. E resti lì, a chiederti cosa
possa essere successo, quante di quelle cose a volte dimentichi pur di
sorridere giorno dopo giorno e che poi, puntualmente, riappaiono quando cerchi
di essere serena? Forse é la sorte dell'essere umano quella di piangere dopo
aver sorriso troppo, forse l'uomo è nato per soffrire di più di quanto riesca a
stare bene, altrimenti come si spiegherebbe tutto il male che attanaglia il
mondo che ci circonda? A qualcuno basta una penna, un tovagliolo, una cartaccia
raccolta sul ciglio della strada, mettere i propri pensieri nero su bianco, per
riacquistare il perduto sorriso. Ed io per prima ammiro chi ha il coraggio di
esternare le proprie emozioni, ed ancor di più ammiro chi riesce ad esprimerle
guardando negli occhi le persone. E allora inizio a pensare che se tutti
impugnassero una penna anziché un'arma, il mondo sarebbe sicuramente pieno di
cartacce con su scritti i nostri pensieri, ma nello stesso tempo, forse, ci
sarebbero meno buche provocate dalle mine, dai fori di proiettili.
M. Giacovelli
Ho imparato a prendere con le pinze parecchie situazioni.
Amicizie che si rivelano false al minimo intoppo (per loro), conoscenze che
pretendono di ottenere in qualche minuto rapporti che nemmeno con l'amica più
datata ho. E poi si chiedono perchè io sia così selettiva e preferisca poche
persone ma davvero buone. La serietá e la correttezza spesso vengono a mancare
quando ci si accanisce su idee cretine e dettate da non so quale pensiero falso
e macchinoso.
M. Giacovelli
Parlo tanto, troppo, a volte sembro un fiume in piena. A
volte, pur di non smorzare il discorso con gente che conosco poco, inizio a
parlare di musica, e solitamente si finisce sempre con l'aprire un infinito
dibattito sul come si possano ascoltare certi gruppi che non fanno altro che
"urlare/protestare, urlare/protestare", mentre io, dal canto mio, mi
chiedo come si possano ascoltare certe melodie così frivole e pesanti. Quando
si conversa per conoscere la persona che si ha di fronte, amico o amica che
sia, conoscente, anziana che attende con te vicino al binario in stazione, si
cerca in quei pochi minuti di arrivargli al cuore, quasi a voler toccare
l'essenza piú remota. Si arrivano a toccare miliardi di discorsi diversi nel
giro di pochi minuti, a volte incartandosi nelle stesse parole che si stanno a
pronunciare, a volte ancora, finendo col parlare di cose stupide ed inutili.
Non lo so, é solo che spesso quando ci si mette a scrivere, iniziano a sorgere
pensieri su pensieri, accavallandosi. La scrittura come spunto di riflessione,
mi aiuta ad inquadrare episodi ben distinti nella vita di tutti i giorni.
E quindi, mi ritrovo giorno dopo giorno, con meno fogli
bianchi nella confezione, e più idee in testa ed immagini che si materializzano
avanti agli occhi.
M. Giacovelli
".. Qualche giorno fa mi fermai a parlare con Victoria,
l'amica di sempre, quel genere di amica che conosci da un vita ma non vedi mai.
Che in realtà, di tutti gli anni di amicizia che vi legano, solo due sono in
realtà quelli che veramente avete vissuto appieno assieme. E così, dal nulla,
quel giorno, rispondendo al suo messaggio del buongiorno, immancabile da quasi
20anni, le chiesi -Vic, ma se ci vedessimo per un caffè?- e lei annuì con un
messaggio carico di faccine sorridenti. E, tra chiacchiere, pettegolezzi in
ricordo delle tante estati, dei faló, degli incontri e di tutto ció che aveva
segnato le nostre uscite in quei periodo, mi ritrovai ingabbiata in una di
quelle domande al quale non sai rispondere, che ti lasciano una sensazione di
amaro e che, allo stesso tempo, non fanno altro che alimentare le tue domande e
dubbi. -Ho saputo che da qualche tempo esci con Sarah, ma lei non è la stessa
persona che per tanti anni avevano scansato per via della sua cattiva
reputazione?-, e lì ci rimasi un po'di sasso. La mia amica, la mia
intelligentissima amica, più di me e più della maggior parte delle persone, era
legata ancora ad un pregiudizio nato alle elementari. Sarah aveva baciato un
bambino in quinta, era stata la prima a trovare il 'fidanzatino' e l'invidia
delle bambine grasse e cicciotte della scuola primaria iniziarono a spargere
voci su di lei. Voci che a quanto pare io avevo dimenticato, gli altri no. E
così la mia mente ha iniziato a proiettare come sempre pensieri e dubbi
infiniti, quanto puó uccidere un pregiudizio, e quanto puó aver distrutto la
vita della mia povera nuova amica. Si spiegava il perchè del suo essere sempre
da sola ed allo stesso tempo il suo essere restia alle nuove conoscenze. Era
solo paura".
M. Giacovelli
Ho provato a trattenere il respiro per dieci minuti e, mentre
soffocavo, ho pensato che non mi importava di morire lì, su quel gradino in
questo pomeriggio cocente. Mi importava solo di cosa avresti pensato tu, se
avresti sentito la mia mancanza, o almeno se ti fossi accorto che non ero più
lì dove mi avevi lasciata qualche ora fa, dove ti avevo detto sarei rimasta a
scrivere di te.
M. Giacovelli
Ho invertito il giorno con la notte. La notte viaggio,
sogno, amo. Rido, scherzo. Ma sono da sola. Mentre il mondo dorme... Mentre il
mondo aspetta nei suoi sogni il sorgere di una nuova luce... E il giorno non ci
sono più. Senza dormire, senza avere sonno, ma senza nemmeno esistere. Senza
neanche parlare. E nemmeno quasi respiro per non far sentire la mia presenza. E
tu, non far caso se occupo un angolino del tuo divano per rigenerarmi da una
notte passata a perlustrare in lungo e in largo ogni angolo del paese in cui
vivo, ma non riesco ancora ad affezionarmici. Sappi che se mi cerchi sai dove
sono... Sarai vicino a me, ma non potrai esserlo realmente... Ma potrai
pensarmi... Potrai guardarmi, solo da lontano.
M. Giacovelli
Ho sofferto. Ho sofferto tutta la vita... Prima per un
bacio, poi per un addio, poi per un lavoro. Poi per una occasione persa... Ma
dentro di me ridevo... Perchè un bacio tira l'altro. E forse quel bacio sarà
quello decisivo. Perchè quando dici addio a qualcuno è per lasciare posto a
qualcun altro migliore. Perchè non mi diverto ora perché preferisco sfruttare
il tempo per far qualcosa di più importante, uso il mio tempo per aiutare. Perchè
forse quell'occasione mi avrebbe distrutto la vita. Sono bugiarda, sono la persona
più bugiarda del mondo. Non riesco nemmeno ad essere sincera con me stessa,
tanto da sapere se posso chiamarmi donna, se devo chiamarmi ancora bambina,
ragazzina. Arrivi al punto di pensare a te stesso, con una seconda occasione di
rinascita, non sapendo se preferire rinascere uomo o donna per poterti
finalmente liberare ed esprimere senza paura. Ma, aspetta. Un giorno qualcuno
mi disse che non importa se tu sia uomo o donna. Chiunque tu sia sei comunque
importante.
M. Giacovelli
Ho sofferto. Ho sofferto tutta la vita... Prima per un
bacio, poi per un addio, poi per un lavoro. Poi per una occasione persa... Ma
dentro di me ridevo... Perchè un bacio tira l'altro. E forse quel bacio sarà
quello decisivo. Perchè quando dici addio a qualcuno è per lasciare posto a
qualcun altro migliore. Perchè non mi diverto ora perché preferisco sfruttare
il tempo per far qualcosa di più importante, uso il mio tempo per aiutare. Perchè
forse quell'occasione mi avrebbe distrutto la vita. Sono bugiarda, sono la persona
più bugiarda del mondo. Non riesco nemmeno ad essere sincera con me stessa,
tanto da sapere se posso chiamarmi donna, se devo chiamarmi ancora bambina,
ragazzina. Arrivi al punto di pensare a te stesso, con una seconda occasione di
rinascita, non sapendo se preferire rinascere uomo o donna per poterti
finalmente liberare ed esprimere senza paura. Ma, aspetta. Un giorno qualcuno
mi disse che non importa se tu sia uomo o donna. Chiunque tu sia sei comunque
importante.
M. Giacovelli
domenica 20 luglio 2014
Che strano sentire la pioggia battere sui vetri della
finestra. Quanto era bello correre sotto la pioggia, camminare, volteggiare,
urlare tra le strade deserte e bagnate.
C'è una parte di me che è rimasta lì e corre per le strade
ogni volta che una goccia di acqua le sfiora il volto.
Quanti pensieri una giornata uggiosa mi riporta alla mente,
quanti echi di parole risuonano nelle mie orecchie. Quante volte mi guardo allo
specchio, osservo la mia figura riflessa, alito sulla liscia superficie e mi
ritrovo a disegnare linee senza senso con l’indice. Tante le volte in cui solo
un abbraccio basterebbe per eliminare ogni pensiero, ogni problema. Ed è quando
piove che si risvegliano emozioni assopite, tirate fuori da quel ritmico cadere
delle gocce sulle superfici. Amo la pioggia, amo ciò che mi fa diventare.
M. Giacovelli
Mi sono ritrovata a guardare dal finestrino della sua
macchina. C'era qualcosa di diverso in quel panorama. Un sapore antico. Uno
strano odore. Ma non riuscivo ad alzarlo quel finestrino. Non riuscivo a
smettere di tirar su col naso quel profumo di nuovo ma allo stesso tempo di
antico che mi pervadeva. E non eri tu. Era tutto il resto... Ma non eri tu... Forse
non avrai mai il profumo del cielo, delle nuvole, del calore di una giornata di
sole. Forse non odorerai come l’asfalto umido dopo una giornata di pioggia. Ho
paura. Ho paura ad aprire gli occhi. Probabilmente non vedrò più la stessa cosa
che ho visto al di fuori di quel vetro. Forse lo dimenticherò. E quando
crescerò… E sentirò di nuovo quel profumo… Ricorderò la sensazione di non aver
trovato quell’odore in te.
M. Giacovelli
Finalmente questa mattina aprendo gli occhi ho visto qualcosa.
Ho visto un sorriso. Un’ombra che mi accarezzava il viso. Con gli occhi ancora
velati dal sonno ho visto qualcosa, una sagoma che si muoveva sinuosa verso di
me. E la sentivo respirare e sospirare e, tra un sospiro e l'altro, ho sentito
pronunciare il mio nome. Che bello ascoltare un qualcosa di così profondo. Come
un brivido che dall'orecchio mi ha attraversato le braccia e la schiena. Se
ogni risveglio fosse così, tra sogno e realtà. Preferirei restare assopita tutto
il giorno e tutti i giorni.
M. Giacovelli
Oggi è una di quelle giornate in cui ti svegli credendo di
trovare qualcosa di diverso dal solito. Ti alzi dal letto, ti affacci dalla
finestra... E poi... Vedi le solite cose, il solito vecchietto che guida
contromano la sua bici e che bestemmia tra se e se le auto che vorrebbero
percorrere la strada e si fermano aspettando che accosti... La vita, la solita
monotonia. E’ solo nei sogni che possiamo avere quell'attimo di trasgressione,
quell'attimo di fuga dalle convenzioni, dal solito letto, dal solito divano, dalla
solita telenovela. Nei nostri sogni possiamo essere chi vogliamo, possiamo
rendere tranquilla una vita troppo stressante e rendere ricca di emozioni una
vita troppo piatta. Chi ce lo impedisce?
Eppure nemmeno nei miei sogni io riesco a ritrovare quella
me che ormai non c'è più. E non ricordo nemmeno come sia, per poterne creare
uno stereotipo anche un po’ sbiadito, ma forse simile all'originale. Perchè
aspettare quelle poche ore e quelle poche volte in cui ci svegliamo ricordando
qualcosa, per poter cambiare? Perchè non cambiare adesso. Perchè non creare
quella persona che ci renderebbe orgogliosi. Siamo noi che dobbiamo volerci
bene per primi, non aspettare che lo faccia qualcun altro. Il giudizio più
sincero è quello che diamo noi stessi nel profondo del nostro cuore.
M. Giacovelli
Sono arrabbiata con il mondo. Sono arrabbiata più che altro
con il sistema. Così conservatore ma forse in realtà solo un po’ frivolo. Perchè
qualcun altro deve decidere per me chi sarò nella mia vita? Perchè non possiamo
più seguire le nostre aspirazioni ma siamo quasi costretti a cercare,
ovviamente, la strada più facile e più veloce. Ormai non si può rischiare più, non
ce lo possiamo permettere. Se sbagli ti bruci... E lo sappiamo benissimo noi,
che siamo in questo baratro, da cui è difficile uscire. Perchè la mia identità
deve dipendere da cosa adesso ci da una minima percentuale di certezze. Io non
lo capirò mai, e forse sarò una tra le tante persone che seguirà un futuro già
impostato, un futuro già scritto, che forse non mi piacerà. Ma in fondo, chi
oggi ha il coraggio di prendere la responsabilità delle proprie azioni e
rischiare dando la colpa, in caso di errore, solo a se stesso?
M. Giacovelli
Forse siamo troppo abituati a vedere il meglio nelle
persone. Ci rendiamo conto sempre troppo tardi che sbagliamo.. Probabilmente
siamo illusi e viviamo in un mondo fatto di illusioni, di relazioni virtuali e
di sentimenti sfruttati come meglio si crede. Forse non abbiamo capito che il
mondo non è così come lo vorremmo noi.. E credo che sarebbe sbagliato anche
vivere nel mondo perfetto che ognuno di noi desidera dentro di se, nei propri
pensieri e nelle proprie riflessioni. Forse quando guardiamo le foto dei
momenti passati e ci vediamo sorridenti, quei sorrisi così solari, così pieni
di gioia, non dobbiamo pensare che sia sempre stato così. Perchè c è un velo di
tristezza in ogni sorriso. Ogni sguardo ha una storia da raccontare; e non
sempre è bella come noi speriamo negli angoli più remoti della nostra anima. Io
l'ho capito solo adesso. Perchè a volte si è portati a sperare troppo in qualcosa
che vediamo solo noi. E forse non esiste la felicità, quella vera, quella che
non si smette mai di ricercare. Quella per il quale si trascorre tutta la vita
a correre per viottoli oscuri, ad inciampare su pietre appuntite, a sbucciarsi
le ginocchia, incessantemente. Inutile ostinarsi a cercare la perfezione, a
cercare quella luce in fondo alla caverna in cui ognuno di noi è virtualmente
rinchiuso. Forse quella luce è solo una lampadina, di quelle piccole, che ci
regalano sollo una luce fioca, quelle a basso prezzo, ed li fatto è che prima o
poi potrà fulminarsi anche quella. Non gioiamo, perchè la gioia, non è eterna. Viviamo
le emozioni così come sono; ma non cerchiamole, non creiamocele da soli... Potremmo
restare delusi.
M. Giacovelli
M. Giacovelli
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