Questa è una di quelle giornata in cui la scrittura diventa
una sorta di ossessione. Il momento in cui ti ritrovi seduta sul divano, dopo
aver trascorso una giornata in casa così, guardando le pareti, la staticità dei
mobili, senza un reale motivo. E' uno di quei momenti in cui, prendendo un
foglio in mano, ti si riempiono gli occhi di lacrime, e non sai perchè. Non
capisci cosa possa provocare quella morsa al cuore così stretta e così dura,
rigida, tanto da soffocarti, istante dopo istante. E vedi macchie di mascara
nero sporcare quel foglio, l'unica arma, l'unico sostegno in questi momenti
così bui. E capisci che anche questo fa parte di te, che anche questa è una
delle tante sfumature del tuo carattere che non conosci. E allora inizi a
piangere per un motivo reale, perchè in fondo non ti conosci affatto, e manca
sempre qualche pezzo al puzzle della tua vita. Pretendi di conoscere la gente
che ti circonda, di poterla giudicare a volte, di poterti permettere di fidarti
o non fidarti in base ai pregiudizi della mente e del cuore. Perchè a volte si
è così tanto stolti da non conoscersi a fondo, da non impegnarsi a farlo.
M. Giacovelli
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