lunedì 21 luglio 2014

Parlo tanto, troppo, a volte sembro un fiume in piena. A volte, pur di non smorzare il discorso con gente che conosco poco, inizio a parlare di musica, e solitamente si finisce sempre con l'aprire un infinito dibattito sul come si possano ascoltare certi gruppi che non fanno altro che "urlare/protestare, urlare/protestare", mentre io, dal canto mio, mi chiedo come si possano ascoltare certe melodie così frivole e pesanti. Quando si conversa per conoscere la persona che si ha di fronte, amico o amica che sia, conoscente, anziana che attende con te vicino al binario in stazione, si cerca in quei pochi minuti di arrivargli al cuore, quasi a voler toccare l'essenza piú remota. Si arrivano a toccare miliardi di discorsi diversi nel giro di pochi minuti, a volte incartandosi nelle stesse parole che si stanno a pronunciare, a volte ancora, finendo col parlare di cose stupide ed inutili. Non lo so, é solo che spesso quando ci si mette a scrivere, iniziano a sorgere pensieri su pensieri, accavallandosi. La scrittura come spunto di riflessione, mi aiuta ad inquadrare episodi ben distinti nella vita di tutti i giorni.
E quindi, mi ritrovo giorno dopo giorno, con meno fogli bianchi nella confezione, e più idee in testa ed immagini che si materializzano avanti agli occhi.


                       M. Giacovelli

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